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martedì 4 settembre 2007

Bersani: “La mobilità sociale è il problema numero uno per il futuro di questo Paese”



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La mobilità sociale è la nuova frontiera per una politica autenticamente innovatrice e progressista. La sua assenza frena la crescita dell’Italia e introduce disuguaglianze non accettabili per chi vuole partecipare al Partito Democratico. Questo è stato il messaggio fondamentale emerso dal dibattito che si è svolto sabato 1 settembre alla Festa Nazionale dell’Unità, tra il Ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e, per l’associazione “Se Non Ora, Quando?”, Riccardo Salomone e Filippo Taddei.

Bersani ha parlato con la consueta franchezza. “Qualche ca…ata l’abbiamo fatta anche noi”, ha affermato il ministro riferendosi alle scelte dei governi del centrosinistra, ma la nascita del Partito Democratico è un’occasione impedibile per cambiare la politica italiana e l’atteggiamento verso le generazioni più giovani. Per questo non bisogna, secondo Bersani, abbandonare la parola “sinistra”, ma arricchirla di contenuti nuovi, a partire dal recupero dell’idea di uguaglianza, intesa proprio come “maggiore mobilità sociale e minore disparità tra i redditi”. Innovazione, liberalizzazione e apertura verso il futuro sono gli strumenti principali per raggiungere questo scopo.

Qui potete trovare alcune foto del dibattito.

Qui potete vedere un video che sintetizza il dibattito, grazie a dsonline.tv.

Qui potete vedere l'intero dibattito, su YouTube (alzate l'audio dei vostri altoparlanti!).

giovedì 5 luglio 2007

Se non ora, quando?

L'Italia è un paese ricco che si permette il lusso di una politica fondamentalmente inefficace, spesso impermeabile e generalmente volgare. Questo lusso è diventato insostenibile in un mondo che accelera e dove l'Europa non è più centrale. La politica italiana è obbligata a cambiare se vogliamo mantenere il livello di benessere attuale e contribuire alla trasformazione del mondo.

Di fronte a questa politica sta un paese diviso tra il compiacimento per quanto è stato ottenuto, l'insofferenza per quello che siamo e l'aspirazione a quello che potremmo essere. La nostra associazione è espressione di questa aspirazione. Lavoriamo nel settore pubblico e nel settore privato, siamo trentenni, bolognesi di nascita o di adozione, impegnati ad affermarci professionalmente in una società chiusa e corporativa. Abbiamo deciso di offrire una parte significativa del nostro tempo all'elaborazione di proposte politiche per il Partito Democratico. Vogliamo contribuire al cambiamento urgente del paese impiegando le nostre competenze, oltre che la nostra passione, per far si che il nuovo partito nasca con una cultura politica rinnovata.

Tre sono, secondo noi, gli elementi centrali di questo rinnovamento: una più equa condivisione dei costi del cambiamento demografico e strutturale del paese, il riconoscimento del merito come principio per la mobilità e la crescita sociale, e il coinvolgimento delle esperienze e delle competenze del settore privato. Vogliamo sostenere il nuovo partito contribuendo con le nostre idee e proposte. Confidiamo che un progetto politico basato su questi tre temi potrà favorire il rinnovamento della classe dirigente necessario alla trasformazione del paese. Siamo espressione delle energie del privato e del pubblico, del cosmopolitismo civico, di chi ha vissuto in Europa e negli Stati Uniti liberandosi dai pregiudizi.

La nostra associazione nasce per fare politica e cogliere la grande opportunità del Partito Democratico e del suo processo di costituzione. Questa è un'occasione irripetibile per unire due culture politiche fondanti del paese, occupare un posto centrale nel dibattito italiano e condizionarne l'intera dinamica.

Non è casuale che questa iniziativa parta da Bologna. Questa città è una significativa rappresentazione del nostro paese: preda dell'opulenza, adagiata sul ricordo di passate eccellenze, sfugge ai necessari cambiamenti. Vogliamo rompere questo equilibrio intervenendo in questo processo.

Cosa dobbiamo aspettare ancora: se non ora, quando?

domenica 3 giugno 2007

I firmatari

Questo è l'elenco dei firmatari del Manifesto "Se non ora, quando?", aggiornato al 5 luglio 2007.

Matteo Costi, Avvocato penalista – ONU

Andrea Lollini, Dipartimento Politica Istituzioni e Storia, Università di Bologna

Riccardo Salomone, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Trento

Filippo Taddei, Collegio Carlo Alberto e SIPA, Columbia University

Michele Testoni, Facolta' di Economia, Università del Molise

Simone Trombetti, Avvocato penalista

Cristian Vaccari, Dipartimento di Organizzazione e Sistema Politico, Università di Bologna

Marco Valbruzzi, Università di Bologna

Matteo Giglioli, Department of Politics Princeton University

Federico Mucciarelli, Dipartimento di Discipline Giuridiche dell'Economia e dell'Azienda, Università di Bologna

Claudio Preziuso, Avvocato

Cristina Dallara, C.I.R.E.S. Università di Firenze

Giuseppe Vischetti, Avvocato amministrativista

Matteo Marchetta, Università di Bologna

Vittorio Longo, ENI

Emanuela Fronza, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Trento

Pietro Cicotti, SNF Milano

Salvatore Tesoriero, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Bologna

Giacomo Garcea, Avvocato

Pasquale Lovino, Alma Graduate School

Emanuela Giampaoli, Giornalista

Nicola Zonca, Studio Arkì

Francesco Monetti, Medico Radiologo

Davide Martelli, Marketing, Neutro Roberts

Antonio Bonfiglioli, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Bologna

Eddy Anselmi, Consulente Editoriale

Valerio Paolini, Consulente Informatico

Lorenzo Cristoni, Medico

Davide Casale, Dipartimento di Scienze Giuridiche Università di Bologna

Carlotta Serra, Fondazione Marco Biagi

Alessandra Stalteri, Avvocato

Edoardo Fragale, Avvocato

Marta Buscaroli, Stilista

Matilde Alfa, Assicuratore

Lucio Spaziante, Dipartimento Discipline della Comunicazione, Università di Bologna

Lorenzo Gradoni, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Bologna