L'Italia e' un paese che sa aspettare: gli italiani hanno imparato ad aspettare. Attendere e' l'attivita' nazionale piu' tipica: si attende il medico in ospedale, l'udienza in tribunale, il funzionario competente all'ufficio pubblico.
Ma attendere non e' piu' solo la manifestazione dell'inefficienza del paese. L'attesa e' diventato lentamente il criterio guida per la selezione delle persone e del loro ruolo nella societa'. Cosi' importante da surclassare il merito.
Il sistema Italia applica in realta' un semplice cinismo quando seleziona le persone. Prima ancora di chiedere al cittadino che vuole affermarsi davanti qunato vale, gli chiede quanto tempo sia disposto ad aspettare. Quanto tempo e' disposto ad attendere per divenire notaio o avvocato, per essere ammesso in specialita' medica, per lavorare all'Universita' o per iniziare la tua attivita' imprenditoriale. Il "criterio dell'attesa" opera prima di qualunque altro: immobilizzatore di una societa' dove il cittadino dotato di mezzi economici insufficienti non ha nemmeno l'opportunita' di competere. Per questi cittadini, indigenti e impossibilitati ad indebitarsi, il sistema Italia ha gia' pronta la risposta: l'esclusione da tutte quelle professioni e quei lavori strettamente legati all'affermazionale e all'avanzamento sociale dell'individuo. Il patto sociale dietro il "criterio dell'attesa" e' un subdolo ostacolo alla mobilita' sociale del paese. Non la vieta, la renda solamente inattuabile.
Come puo' reggersi un contratto sociale di questo genere? Naturalmente c'e' un compromesso che lo rende possibile. Un compromesso malato per cui la protezione corporativa - tipicamente mascherata da controllo sulla qualita' delle prestazione dei suoi aderenti - e' tanto piu' alta, quanto piu' difficile e' l'accesso alla corporazione. Il "criterio dell'attesa" blinda il paese: nella migliore delle ipotesi, premia i meritevoli tra quelli che possono permettersi di attendere, non i meritevoli senza ulteriore qualificazione. Il nuovo"patto sociale" deve abbandonare il tempo come criterio di selezione e utilizzare semplicemente il merito. Abbattere i tempi di attesa per i cittadini che vogliono iniziare un nuovo lavoro e' la nostra sfida. Perche' non vogliamo che sia la mobilita' sociale a rimanere in attesa nel nostro paese.
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lunedì 23 luglio 2007
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